Ci sarà un nuovo concorso docenti nell’anno scolastico 2026-27?
In data 6 ottobre, il MIM ha emanato una nota con cui sembra imminente un nuovo bando: ecco tutte le informazioni e le risposte alle tue domande sul nuovo concorso docenti, in uscita entro il 2026.
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Ci sarà un nuovo concorso docenti nell’anno 2026-27?
Sì, in base alle evidenze: il 5 ottobre, infatti, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la Nota n. 8087 con cui comincia ufficialmente le procedure di censimento e collaudo delle aule informatiche in cui si svolgeranno le procedure concorsuali.
Normalmente, infatti, le iscrizioni ai concorsi docenti si aprono con la pubblicazione ufficiale del bando di concorso; il passo precedente alla pubblicazione del bando di concorso è proprio il censimento delle aule nelle varie scuole.
Quando sarà pubblicato il nuovo bando del concorso docenti 2026-27?
Le procedure di censimento delle dovrebbero durare dall’8 al 31 ottobre 2026. In base allo storico delle tempistiche degli ultimi concorsi, questo fa presumere che il bando di concorso dovrebbe essere pubblicato a novembre 2026 (salvo proroghe delle procedure di censimento e collaudo, come già è successo in recenti concorsi, che potrebbero fare slittare il bando a dicembre).
Oltre al collaudo aule, ci sono altre indicazioni che ci sarà effettivamente un bando imminente?
A settembre 2026 si era svolta un’informativa del Ministero ai sindacati scuola in cui il Ministero aveva presentato una bozza di modifica delle tabelle di valutazione dei titoli posseduti dai candidati ai concorsi docenti. Nonostante questo non fosse stato interpretato dai rappresentanti sindacali come prova di un imminente bando di concorso, la nuova proposta di modifica dei punteggi aggiunge un tassello in più all’immagine che si va formando dei nuovi concorsi docenti.
In breve, le novità proposte dal Ministero (non retroattive, ossia applicabili ai concorsi futuri, non alle graduatorie già esistenti di concorsi passati) comprendono, tra le altre:
- 12,50 punti aggiuntivi per specializzazioni sul sostegno, per abilitazioni conseguite tramite percorsi selettivi oppure 5 punti per abilitazioni conseguite tramite percorsi non selettivi
- 12,50 punti per superamento di un precedente concorso ordinario
- 3,75 punti per certificazioni linguistiche livello C1
- 5 punti per certificazioni linguistiche livello C2 (se in dubbio, consulta le certificazioni valevoli e in corso di validità con questa tabella aggiornata fornita dal ministero)
- 3,75 punti per specializzazioni in italiano L2
- cancellazione del requisito dei 24 CFU per l’accesso ai concorsi
Tale bozza di modifiche non è stata ancora approvata e il Ministero è al momento in fase di recepimento delle istanze avanzate dai sindacati, che richiedono modifiche tra cui maggiori punteggi per servizio specifico e per superamento di precedenti concorsi.

Chi potrà partecipare al nuovo concorso docenti?
Benché sia sempre buona norma aspettare i bandi ufficiali per le informazioni definitive, secondo la normativa vigente al momento, il nuovo requisito per partecipare al concorso docenti per la secondaria dovrebbe essere la specializzazione acquisita tramite percorsi abilitanti, a cui hanno già partecipato migliaia di docenti in Italia. Si elimina quindi il vecchio requisito dei cosiddetti “24 CFU”, che non costituiscono più requisito per iscriversi ai concorsi.
L’altro fattore da considerare è che esistono ancora graduatorie da cui attingere per varie classi di concorsi in varie regioni d’Italia, quindi sembra probabile che il concorso sarà bandito solo nelle cdc e nelle aree in cui si rilevi un reale fabbisogno.
Quali saranno le prove del nuovo concorso docenti?
Per sapere in che cosa consisteranno le prove del nuovo concorso docenti, dobbiamo rifarci all’ultimo documento su questo tema, il D.M. 26 ottobre 2023, n. 205.
In questo decreto, si stabilisce la struttura dei concorsi PNRR, che ora si sono conclusi e che hanno previsto:
- una prova scritta a crocette, da effettuare a computer, con 50 quesiti in ambito pedagogico, psicopedagogico e didattico-metodologico da completare in 100 minuti
- una prova orale, che dal concorso PNRR2 in poi è stata soggetta a soglia di sbarramento, comprendente l’esposizione di una lezione simulata su un argomento estratto da ogni candidato 24 ore prima della propria prova, e una o più domande disciplinari sugli argomenti della propria classe di concorso
Anche il nuovo concorso docenti avrà una prova a crocette seguita da una prova orale?
Viste le tempistiche, è possibile di sì, in quanto la prova scritta a crocette consente uno svolgimento molto più rapido. Tuttavia, da quando è stata istituita la prova a crocette uguale per tutte le classi di concorso su temi generici, vi sono stati vari episodi di quesiti a crocette sbagliati e fuorvianti, con conseguenti ricorsi e ritardi nelle procedure di espletamento dei concorsi.
Per ovviare a questi potenziali problemi, quindi, il Ministero in teoria ha una seconda opzione secondo la normativa ancora vigente: trasformare la prova scritta a crocette in una prova a domande aperte.
In questo caso, gli argomenti da studiare rimarrebbero esattamente gli stessi, ma la prova durerebbe 150 minuti (invece di 100 con le domande a crocette) e si comporrebbe di 8 domande aperte, così distribuite:
- 2 quesiti di ambito pedagogico
- 3 quesiti di ambito psicopedagogico, ivi compresi gli aspetti relativi all’inclusione
- 3 quesiti di ambito metodologico didattico, ivi compresi gli aspetti relativi alla valutazione
- 1 quesito sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue
- 1 quesito sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento
Il bando di concorso chiarirà l’effettivo formato della prova scritta; al momento, i sindacati si dicono più convinti della prima opzione, la prova a crocette. Gli argomenti da studiare rimangono comunque gli stessi.
Che cosa bisogna studiare per la prova scritta?
Per avere il programma definitivo, bisognerà aspettare il nuovo bando di concorso ufficiale: i programmi da studiare sono infatti normalmente allegati a ogni bando di concorso.
Negli ultimi 3 concorsi (i concorsi PNRR, ossia gli unici ad avere avuto una prova sulle materie generali e non sulle materie disciplinari di ogni classe di concorso), le materie da studiare sono state quelle esplicitate nella Parte Generale dell’Allegato A.
Poiché l’Allegato A le presenta in maniera piuttosto dispersiva, le abbiamo riassunte in queste 8 macro-aree, che abbiamo trattato in un apposito articolo dedicato:
- Pedagogia
- Psicopedagogia
- Inclusione scolastica
- Metodologie didattiche
- Valutazione
- Uso efficace delle tecnologie digitali
- Inglese B2
- Legislazione scolastica e documenti chiave
Per scoprire tutti i dettagli delle 8 materie da studiare e ricevere 5 mini-lezioni gratuite, scarica la guida completa:
Quali domande sono uscite nelle prove scritte degli ultimi concorsi?
Negli ultimi anni abbiamo seguito da vicino lo svolgimento delle prove scritte e abbiamo analizzato le tracce ufficiali pubblicate dal Ministero. I temi corrispondono alle 8 macro-aree da noi individuate, con alcuni autori chiaramente molto ricorrenti: puoi trovare una lista esaustiva di tutti gli argomenti e gli autori usciti nei 3 concorsi PNRR3 nell’articolo dedicato.
Come prepararsi per la prova scritta del nuovo concorso?
Poiché gli argomenti sono gli stessi, puoi già cominciare a prepararti: mettiti alla prova con le nostre simulazioni gratuite ufficiali e preparati con i nostri percorsi dedicati.
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